Raccolta Storie Brevi Ec

sigmar93

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Oggi è Lunedì e mi sento in vena di pubblicare la prima dei Racconti brevi di EC , la storia riguarda i nostri amati Space Marine intenti a fronteggiare gli insaziabili Tiranidi . ( Sicuramente ci saranno errori di Traduzione e grammaticali)

Space Marine, Discesa su Arkhona
Un racconto di Graham McNeill

Cadevano come lacrime in fiamme attraverso il cielo di Arkhona.
Cinque di loro sfalsati come in una scacchiera. Era Troppo regolare per essere naturale, troppo veloce per essere una caduta accidentale. Avevano violato la troposfera in un tripudio di luci, una nube di fumo seguiva la loro scia

Le creature orrende che brulicavano la vetta merlata dell’avamposto voltarono le loro glabre e bulbose teste verso il cielo, gli Occhi scuri e scintillanti come un granato levigato, riflettevano il cielo torturato dalle scie di fuoco.

Dall’avamposto iniziarono a partire colpi ed esplosioni, le creature sibilavano e scoprirono le zanne, davanti alle forme che si avvicinano, non sapevano cosa fossero, ma dentro di loro sapevano che erano ostili

Con una sincronia innaturale lo sciame si divise in due. La metà continuò l’assalto all’ avamposto, graffiando le sue mura ed il cancello con una fame mostruosa. Degli enormi guerrieri si ergevano davanti a loro indossavano armature di piastre ciascuno con differenti colori, rosso cremisi, blu cobalto, verde giada e un grigio simile all’inverno. Ogni spallaccio aveva una serie di icone differenti, ciascuno faceva parte di un capitolo della leggenda. Combattevano armati di spade a catena e armi da fuoco grandissime, ogni colpo era un’esplosione di morte e devastazione.

Il resto dello sciame armato di zanne e artigli gocciolanti acido si volto con una precisione straordinaria e innaturale per fronteggiare la nuova minaccia.

La prima delle capsule d’atterraggio sfreccio tra le nuvole in un boato innaturale. Le fiamme dell’ingresso nell’atmosfera avevano oscurato le sue fiancate, ma il rivestimento Blu Cobalto e l’insegna bianca di Ultramar erano rimaste ben visibili.

Un istante prima dell'impatto i retrorazzi si attivarono, un boato assordante si estese nell’aria. Un’eruzione di fiamme si propagava dalla capsula, trasformando le pietre in vetro e scagliandosi a terra come il martello degli dei, la furia dell’impatto fu così grande che le bestie sotto di loro si dispersero.

Un secondo pod colpì il lato della montagna provocando una fessura nel momento che il metallo colpì la superfice. Il Boato fu enorme ne atterrò un terzo poi un quarto e poi tutti gli altri. Ognuno di esse colpiva la montagna come se una lancia di fuoco fosse stata scagliata dagli dei per punire questo mondo

Nessun dio adirato le aveva lanciate

Ma loro erano gli angeli.

*

I colpi esplosivi degli alieni si abbatterono contro il metallo nel momento che atterrarono, i lati del pod si aprirono, l’aria nociva si riverso al suo interno era calda e secca e pregna dell’odore di sangue alieno.

Il sergente Castor sganciò la cintura di sicurezza e si preparò ad uscire, estrasse la pistola e la spada con un movimento velocissimo. Con un solo balzo attraversò la nebbia calda della zona intorno al pod

Era stato un atterraggio duro, i razzi della capsula avevano vetrificato le pietre circostanti. Le piastre della sua armatura blu cobalto spiccavano nella nebbia. Aveva già un obbiettivo davanti a lui; una bestia saltante armata di quattro braccia ad artiglio e una mascella piena di zanna ad ago.

Hormagaunt. gladius Gauntii. Veloce, agile. Combattente specializzato.

Castor sparò un proiettile attraverso la mascella della bestia la parte posteriore del cranio si allungò in un soffio di liquame nero. Si preparò con le spalle in avanti per ingaggiare un’altra delle creature. La sua spada disegnò un arco verso l’alto e i denti della sua spada a catena diviserò la bestia a metà

I nove guerrieri della squadra erano sparsi, sparavano a quelle creature mentre cercano di riunirsi alla compagnia. I Tiranidi morivano uno ad uno ad ogni salva di fuoco, la loro bio-armatura nulla poteva contro la forza esplosiva dei proiettili dei bolter

Non importa quanti ne uccidevano, ce ne erano sempre di più.

Centinaia di creature aliene li circondavano. Erano di gran lunga più numerosi di loro, ma questo non gli importava. Sono Astartes, Angeli della morte dell'imperatore.

Essi sono gli Space Marine, e non conoscono la paura.

Fratello Hellar prese posizione sulla spalla destra di Castor e alzò il requiem pesante, una versione notevolmente maggiorata della sua solita arma da fuoco. Premette il grilletto e la canna dell’arma svanì in un ruggito di morte

Una dozzina di Gaunts svanirono in una nube di corazze brucianti, i proiettili del Bolter esplodevano al loro interno dilaniandoli, una nebbia di sangue Xeno si unì alla polvere presente nell’aria.

'Mangime per le nostre armi', disse

'Lo shock improvviso del nostro arrivo ci ha dato un vantaggio,' rispose Castor, abbassando l’artiglio di uno xeno ed allo stesso tempo trafiggendolo al collo con la usa spada.

'Saranno pronti a reagire.' 'È vero,' esclamò Heller.

'Ogni nemico ordinario sarebbe già in fuga alla vista di cinque Ultramarine che atterrano in mezzo a loro.'

'Non i Tiranidi', disse Castor. 'Le bestie non hanno una volontà individuale, non hanno la capacità di provare paura o panico.

'Questo lo vedremo ' disse Heller, preparando la sua arma per un'altra selva di proiettili.

Questi predatori extra-galattici sono guidati da un terribile Coscienza collettiva, un'intelligenza aliena congiunta che stravolge tutti i canoni biologici. Castor aveva imparato questo ed altro dai briefing sulla missione e dalle informazioni raccolte dai cacciatori di Tiranidi del Cappellano Cassius.

Saperlo è una cosa.

Vederlo in azione è un’altra.

Nel visore di Castor apparve un vettore, una comunicazione dal comandante dell’avamposto il sergente Protus, Mostrava un percorso al suo interno. La struttura era utilizzata per favorire la comunicazione tra le miriadi di space marine presenti sul campo. Perderlò significherebbe un durissimo colpo per tutto il capitolo

Una squadra di Ultramarine ha difeso l’avamposto per le ultime sei ore.

Castor guardò in alto e dalla sommità del bastione vide il fuoco delle armi che aumentava sempre di più

Il muro era parzialmente rovinato, abbattuto da una grande creatura ricoperta da strati di chitina a funzione di proteggerli testa e spalle. Si trattava di un ariete vivente con artigli e braccia pronti a distruggere la roccia. Distrusse una parte di muro e a percussioni si faceva strada al suo interno.

Carnifex voracio. Sfondatore Corazzato. Assaltatore pesante.

Il fuoco dei bolter scalfì appena la sua pelle, dei frammenti di granata avevano lasciato dei solchi quasi impercettibili sulla corazza. Vomitò un getto incandescente di Bio Plasma, un fuoco verde smeraldo che brucia le armature e la carne allo stesso tempo. Castor vide i guerrieri cadere dal muro ed il suo cuore si induri

'Hellar!' Urlò. 'Ottieni l'attenzione di quella cosa!'

Il requiem pesante iniziò a sparare contro il corpo della creatura gigantesca. La maggior parte dei colpi detonava senza danni contro la sua armatura, ma alcuni di questi riuscivano a penetrare e detonare dall’interno.

La bestia si scosse, ma continuava ad attaccare la parete, la volontà implacabile della Mente Collettiva lo costringeva ad ignorare il dolore.

'Sergente Eusabian! Cannone laser! 'Ordinò Castor.

Sergente Eusebian armi pesanti, si portò il cannone sopra la sua spalla e si preparò a fare fuoco, anche attraverso le urla, le esplosioni ed i lamenti dello sciame Castor riuscì a distinguere facilmente il rumore dei condensatori che si caricavano.

Un raggio concentrato di energia aggancio il carnefice, una porzione del suo fianco destro scomparve in un’esplosione di chitina e carne bruciata. La bestia mostruosa barcollò, stendendosi su un ginocchio, la mutilazione rivelava la sua bio struttura interna,

Eppure, ancora, non muore.

Questa volta non poteva ignorare il dolore, il Carnefice barcollò vicino alla parete emettendo un urlo di dolore e di rabbia.

Avete la sua attenzione, sergente', disse Heller.

Squadra Castor, con me!' Gridò, spingendosi attraverso lo sciame di creature. 'Squadra Furina, fianco sinistro. Squad Draken, destro '.

La spada e la pistola di Castor ripulivano la via, calpestava i cadaveri degli alieni ad ogni passo la cosa folle è che stava avanzando verso un Carnefice, non se lo era scordato.

Tutte le squadre d’assalto si spingevano verso l'avamposto dietro raffiche sincronizzate dei requiem. Gli alieni conoscevano il leader di questa forza, sia per il suo stemma personale, la cresta trasversale in cima sia a causa di qualche conoscenza orribilmente conseguita.

I Gaunts si calpestavano tra di loro saltando presi dalla frenesia di raggiungerlo. La forza dei proiettili li fece a pezzi. Le lame dei Killer li stavano accerchiando, adesso erano più vicini, salve di requiem provenienti dall’avamposto incalzavano i Tiranidi in una nube di fiamme

La strage è incredibile.

Con la coda dell’occhio, Castor vide i guerrieri della squadra Vaskro che combattevano un branco di bestie più grandi, alte, Mostri con una grande cresta e armati di una coda simile a una spada, artigli affiliati e tesci d’ossa

Tyranicus gladius. guerrieri formidabili e leader dell’alveare.

Guerrieri Tiranidi. Questi sono i leader del sciame. Uccideteli e l'ospite sarà tagliato fuori dalla sua sorprendente regia, questo li renderà facili prede.

Il sergente Vaskro indossava un crepitante e devastante maglio potenziato nella sua mano destra. Poteva strappare l’armatura di un carrarmato con quest’arma. Il bio-carapace di un guerriero tiranide non poteva niente contro la sua forza

Ma Castor non aveva il tempo di aiutare il sergente Vaskro.

Il Carnefice era su di lui.

La stazza del mostro lo dominava dall’alto era un killer mezzo cieco, urlante. Le sue vaste braccia stavano impugnando le lame. Una melma caustica e virulenta composta da acidi organici gocciolava da i loro bordi taglienti in modo innaturale.

Un’increspatura di bio-fuoco si raccolse nella sua gola.

Castor sparò, ma i suoi proiettili rimbalzarono sul cranio temperato. I suoi fratelli di battaglia cercavano di aiutarlo sparando con le loro armi. Sferrò un paio di pugni nella sua gola e un liquido bianco usci dalla sua bocca come se qualcuno avesse rotto un tubo.

Il bio-plasma bolliva nella gola del mostro, allo stesso tempo Castor guido la sua lama dentro lo stomaco gonfio del carnefice, La spada aveva trovato la sua casa fatta di denti e organi di alieni. Cercò di estrarla, ma lo stomaco del carnefice la teneva ferma.

Castor mollo l’elsa e si chinò poco prima che la lama del mostro lo tagliasse a metà all’altezza della vita, rotolò sotto la gamba della bestia che cercava di schiacciarlo

Si alzò e saltò sulla schiena del mostro, uso le ferite della bestia per arrampicarsi. Il Carnefice si dimenava cercando di toglierselo di dosso

La stretta di Castor era ben salda, si arrampicava sempre di più in alto, sganciò una granata kraken dalla sua cintura. Una bomba fendi corazze. Gli artigli della bestia lo colpirono, sbattendo sulla sua armatura e provocando delle lacerazioni. Se fosse sopravvissuto a questa lotta, gli scribi lo avrebbero certamente inserito nel suo stato di servizio.

Con una mano incastrata nella carne del Carnefice, Castor oscillò intorno alla parte anteriore della bestia. I suoi stivali sbattevano contro il suo petto e lui era a faccia a faccia con il mostro. Anche adesso gli occhi della creatura erano bianchi privi di vita ridotti in schiavitù dalla forza della mente collettiva.

Le sue zanne erano aperte in misto di denti da squalo e coccodrillo, allo stesso tempo, denti seghettati gocciolanti acido. Un fuoco liquido con increspature verdi e bianche ribolliva nella sua gola, Castor allungo il braccio mentre lo spingeva nella massa acida.

Grugnì come sentì il bio-plasma corrodergli l’armatura

Castor lascio la presa sulla bomba e spinge con le cosce, allentandosi dal respiro del Carnefice. Cadette duramente in mezzo ad un branco di Gaunts, I loro artigli lo colpirono fino a quando sentì una detonazione il rumore era coperto dal rombo di qualcosa di grande e organico che si rompeva dall’interno. Il Corpo del carnefice rotolo ai piedi di Castor, nella sua pancia si era aperta una cavità, si potevano vedere distintamente le costole e la carne gocciolante

Davanti a lui, una quantità apocalittica di icore alieno si rovesciò sopra le rocce. La squadra Castor si riunii introno a lui, i requiem volti verso l'esterno per mantenere lontani i Gaunt dal loro sergente.

Ma Castor vide che non è necessario.

I Gaunts non stavano attaccando. Erano in confusione, stridendo in uno strano misto di paura e di incertezza. Castor guarda alla sua destra e vide il sergente Vaskro in piedi tra i cadaveri polverizzati dei guerrieri Tiranidi. Teneva uno dei loro teschi nel suo maglio.

'Uccideteli tutti, "ordinò Castor. 'Prima di qualche altra bestia ne riprenda il controllo.'

L'abbattimento è spietato. A poco a poco ognuno dei gruppi dei Gaunts venne decimato, gli alieni in preda al panico cercavano una connessione neurale che non c’era.

Le creature si muovevano ancora in gruppo erano ancora una minaccia ma erano vulnerabili.

A momenti sarebbe tutto finito, l'ultimo dei Gaunts senza guida viene ucciso. Le squadre di Ultramarine si raggrupparono, formando le proprie squadre per valutare le perdite e stimarne una percentuale. A prima vista, sembra che dodici guerrieri erano caduti.

Era troppo presto per dire chi vivrà per combattere ancora e chi no. La decisione spetterà agli Apotecari ed alla volontà dell’imperatore

Castor si chinò per recuperare la sua spada dal corpo mutilato del Carnefice. La lama era ricoperta da una sostanza nera e da frammenti di ossa, l’avrebbe pulita quando sarebbe ritornato su Ultima Arkhona.

Le porte dell’avamposto si aprirono, e quattro Space Marine sanguinanti marciarono fuori. Alla loro testa c’era un altro sergente, anche la sua lama era ricoperta dal sangue degli Alieni.

Il sergente Protus degli Ultramarine. Un guerriero orgoglioso, forse troppo orgoglioso. Era quell'orgoglio che lo aveva intrappolato qui?

Dietro Castor arrivarono altri 3 Space Marine. Il primo era un guerriero armato di Ascia Indossava l’armatura grigia dei Lupi Siderali. Il secondo vestiva il rosso cremisi degli Angeli Sanguinari, il suo volto pallido, ricoperto da striature di sangue alieno. Ultimo un Angelo Oscuro, il colore della sua armatura era di un verde tendente nero.

'Seguitemi, disse Castor, e la sua squadra lo scortò mentre marciava verso il sergente Protus.

Si incontravano come Ultramarine, come fratelli di battaglia. I simboli del capitolo sul loro spallaccio, l’avorio bianco di Ultimas, sono giorni difficili ma che il sangue dei caduti splenda sotto il firmamento di questo mondo

Ben Detto sergente Protus,' disse Castor, gettando lo sguardo sui guerrieri dietro il suo compagno Ultramarine. Abbiamo una compagnia interessante.'

'Questi sono tempi interessanti, sergente Castor', disse Protus. ‘Benvenuto su Arkhona.'
 
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